mercoledì 6 maggio 2009

Let it be

Ecco un esempio di quello che intendo per politica concreta e di buon senso. L'articolo qui sotto lo scrive un sindaco di un comune come il nostro. Nessuna utopia, nessuno slancio emotivo. No destra, no sinistra: solo buon senso e determinazione.

Microprogetti. Piccoli interventi per il risparmio energetico. Grande risparmio. In bolletta e in emissioni di CO2.

Cassinetta di Lugagnano come tutti i comuni ha un cimitero (purtroppo). Con centinaia di punti luce. Accesi 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

Grazie alla sostituzione di ogni lampada votiva a filamento da 5w con una lampada votiva a LED da 0,38 w sono stati ridotti i consumi di oltre il 90%.

Inoltre, la durata media di una lampadina ad incandescenza è di 1,5 anni, mentre quelle a LED durano 11-13 anni.

Il dato più significativo, che pongo all’attenzione di tutti gli assessori al bilancio, è questo: con un investimento di 2.000 Euro, si ottiene un risparmio annuo di energia elettrica di € 2.253. Quindi l’ammortamneto dell’investimento è addirittura inferiore a un anno.

Mentre agli assesori ai lavori pubblici faccio notare che per almeno dieci anni non è più necessario mandare periodicamente l’operaio o il custode a sostituire le lampadine.

Piccoli progetti. Una goccia nel mare. Ma quanti cimiteri ci sono (purtroppo) in Italia?

Domenico Finiguerra
Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI)
http://domenicofiniguerra.wordpress.com


Fra i 2000 euro di investimento e i 2253 euro di risparmio sulla bolletta ci sono 253 euro di differenza positiva per le casse del comune. Secondo voi gli avranno spesi o avanzati in bilancio?

Saluti Davide
da oggi in lista con Vivere Legnaro, Venturini sindaco

lunedì 4 maggio 2009

Nido famigliare.




Scusate gli scarsi aggiornamenti ma, trovare il tempo è diventato il problema principale.
Durante l'incontro pubblico del 30 aprile della lista Vivere Legnaro è venuto fuori questo argomento perciò oggi vi voglio parlare brevemente di un'iniziativa lanciata niente popò di meno che dalla Regione Veneto.
Con decreto di giunta regionale n° 674 del 18 marzo 2008, la regione Veneto ( mi sembra sia di centro destra) ha iniziato un esperimento pilota per la creazione di nidi famigliari. In pochissime parole, al posto di mandare il proprio piccolo al nido comunale, (quindi a Legnaro da nessuna parte) lo lascio in affido a un'altra mamma che, sotto la supervisione di un organizzatore e dopo adeguati corsi di formazione, mette a disposizione i suoi ambienti domestici per la cura dei bambini.
Nulla che non si faccia già a livello informale e privato, ma quante mamme sarebbero disponibili a Legnaro se solo si fosse resa nota l'iniziativa?
Io conservo una bella esperienza dell'asilo nido "Il Pettirosso" di Ponte san Nicolò, ma quante famiglie preferirebbero affidare i bambini alle cure di un'altra mamma: probabilmente si risparmia, sicuramente ci sarebbe più flessibilità di orario.
Un asilo nido pubblico è fra i servizi più costosi che un'amministrazione comunale possa accollarsi. Diffidate di chi vi promette di più di una verifica di fattibilità: con i tempi che corrono. Invece valorizzare quello che già esiste, cercare soluzioni intelligenti e a basso impatto economico, sfruttare le sovvenzioni pubbliche, è senz'altro la strada migliore e forse l'unica percorribile.
Questo è un esempio di percorso virtuoso. Vi lascio con un piccolo articolo di approfondimento tratto dal sito www.venetoperlafamiglia.it

”NIDO IN FAMIGLIA”

Il progetto sperimentale “Nido in famiglia” di cui alla Dgr n°674 del 18 Marzo 2008, è una unità
d’offerta con una funzione educativa, di cura e socializzazione.
E’ l’attività di una persona, professionalmente preparata: il “collaboratore educativo” che
accudisce ed educa presso l’abitazione propria o altrui più bambini, di diverse famiglie e assicura
loro cure familiari inclusi i pasti e la nanna.
Garantisce flessibilità d’orario all’interno di un luogo familiare, andando così incontro alle esigenze
delle famiglie. E’ una unità d’offerta alternativa e integrata a quelle già presenti nel territorio
destinate ai bambini dagli 0 ai 3 anni.
L’organizzazione prevede che i collaboratori educativi facciano riferimento all’ ”organizzatore” di
zona.

PERCHE IL NIDO IN FAMIGLIA ?
LA MOTIVAZIONE DELL’ INTERVENTO

Nasce per iniziativa della Regione Veneto – Direzione Servizi Sociali – Servizio famiglia, il nido in
famiglia è una unità d’offerta con una funzione educativa, di cura e socializzazione, di supporto alle
famiglie, con particolare attenzione a quelle che svolgono lavoro fuori casa.
E’ l’attività di persone, professionalmente preparate, collaboratori/trici educativi/e che accudiscono
ed educano presso una civile abitazione, più bambini, inclusi i propri, e assicurano loro cure
familiari, inclusi i pasti e la nanna, secondo criteri e modi di intervento consapevoli dei fini sociali
ed educativi.
Si tratta di realizzare un servizio alternativo e integrato all’asilo nido ampliando e diversificando
l’offerta dei servizi destinati alla prima infanzia 0-3 anni.

COME MI ORGANIZZO E A CHI DEVO CHIEDERE INFO?
L’ ORGANIZZAZIONE

La Regione Veneto con DGR 674 del 18.03.08 permette alle persone interessate a realizzare il Nido
in famiglia, di presentare domanda per partecipare al progetto sperimentale previsto nella
deliberazione medesima.
Chi fa richiesta, parteciperà a un percorso di qualificazione per l’apertura di un nido familiare e per
l’iscrizione all’elenco regionale dei/le collaboratori/trici educativi/e.
L’attività può essere svolta in forma individuale o associata.

Le famiglie potranno scegliere il collaboratore/trice educativo/a a cui affidare il figlio, a seconda
delle proprie esigenze (accessibilità, vicinanza..) e dovranno stipulare un regolare contratto di
lavoro con il collaboratore educativo proponente il Nido in famiglia.

RIFERIMENTI E RECAPITI UTILI
Regione Veneto
Direzione Servizi Sociali – Servizio Famiglia , Rio Novo Dorsoduro 3493 Venezia
Telefono: 041.2791451 –1428-1371 - Fax: 041.2791464
Mail:laura.nardini@regione.veneto.it ; greta.giolo@regione.veneto.it

Osservatorio regionale Infanzia, adolescenza, giovani, famiglia
Via dei Lotti 40 -36061 Bassano del Grappa
Telefono 0424 526 134 - 138
Fax 0424 526 142 email: info@venetoperlafamiglia.it


...MA ANCH’IO POSSO USUFRUIRNE?
DESTINATARI

L’intervento è rivolto alle famiglie che decidono di affidare la cura e la custodia dei propri figli,
nella fascia di età 0-3 anni, organizzati in piccoli gruppi - minimo 3, massimo 6 bambini - ad un
collaboratore educativo.
I bambini vengono accolti presso una civile abitazione dell’operatrice che deve sottostare a
determinati requisiti igienico – sanitari, specifici, indicati ed approfonditi durante il percorso di
qualificazione.
Il periodo di durata diurna del servizio viene indicato dalla famiglia e può essere vario ma non può
superare di massima, le 10 – 12 ore al giorno consecutive in relazione al bambino.
E’ garantita un’adeguata copertura assicurativa sia per le collaboratrici educative che per i bambini
da loro accuditi, secondo le modalità indicate in base all’appartenenza ad associazione, cooperativa
o altro per infortunio e responsabilità civile durante il periodo di attività e questo non solo
all’interno dell’abitazione ma anche durante le trasferte o l’attività all’aperto.

PERCHE’ SCEGLIERE IL NIDO IN FAMIGLIA?
VANTAGGI DEL SERVIZIO ...per i Genitori

• FLESSIBILITA’ DI ORARIO E DI GESTIONE
• LUOGO FAMILIARE
• PERSONALIZZAZIONE DELL’OFFERTA
• FAMILIARITA’
• PROFESSIONALITA’


....E QUANTO COSTA?
RISORSE ECONOMICHE E RELAZIONALI IMPIEGATE PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO
D’INTEVENTO

Le famiglie devono stipulare un regolare contratto di lavoro con i collaboratori educativi.
L’unità d’offerta attivata, che corrisponde ai requisiti richiesti e la cui collaboratrice è iscritta
all’elenco regionale, può fruire di supporti – benefici economici da parte di Amministrazioni
Pubbliche.
La Regione riconoscerà, a favore delle famiglie interessate e in questa fase sperimentale, un
contributo per ogni bambino che frequenta il servizio, semprechè siano ottemperati i requisiti
richiesti.


COME DIVENTARE COLLABORATORE EDUCATIVO
Titolo di studio: licenza media o corrispondente titolo estero (con conoscenza lingua italiana)
• Iscrizione alla progettazione sperimentale
• Partecipazione al corso/percorso di qualificazione con aggiornamento periodico
• Iscrizione all’elenco regionale
• Utilizzo delle schede di monitoraggio
• Partecipazione agli incontri di verifica


COME DIVENTARE ORGANIZZATORE
Titolo di studio: laurea in materie attinenti o diploma di scuola secondaria superiore con
esperienza quinquennale in gestione e organizzazione di strutture per l’infanzia.
• Iscrizione alla progettazione sperimentale
• Partecipazione al corso/percorso di qualificazione con aggiornamento periodico
• Iscrizione all’elenco regionale
• Utilizzo delle schede di monitoraggio
• Partecipazione agli incontri di verifica


RASSEGNA STAMPA inerente questo progetto
Vai alla sezione Area Stampa del sito www.venetoperlafamiglia.it e leggi gli articoli pubblicati in
questi giorni

DOMANDE FREQUENTI

(F.A.Q.)


Il nido può essere aperto solo in casa del/la collaboratrice/ore educativa/o?
No, può essere aperto anche in casa di una delle famiglie o comunque in un ambiente, con
caratteristiche di civile abitazione, messo a disposizione da una associazione familiare o altro.

Come posso assicurarmi di avere un numero congruo di bambini per avviare un “nido in
famiglia”?
Il percorso di qualificazione regionale darà tutte le informazioni in tal senso necessarie; si auspica
comunque, trattandosi di una piccola struttura, che i bambini provengano dalla medesima zona,
quartiere, ecc...del nido in famiglia stesso.

Quanto potrà costare l’allestimento del nido e la formazione?
Il costo dell’investimento iniziale è in funzione di quello che già esiste nell’abitazione e che possa
essere utilizzabile anche per il nido in famiglia ( tavolini, giochi, etc...).
Il percorso di qualificazione regionale fornisce una idea abbastanza precisa di ciò che si reputa
necessario e quindi è consigliato che la/il collaboratore/trice rediga un “inventario” di ciò che già
possiede e solo successivamente proceda all’acquisto di quello che eventualmente manca.

E’ necessario avere un titolo di studio idoneo per fare la/il collaboratrice/tore educativo/a?
Non è richiesto alcun titolo specifico (se non la licenza media; corrispondente titolo estero con
conoscenza della lingua italiana);
è invece necessario (in questa fase sperimentale) l’attestato di partecipazione al corso tenuto dalla
Regione Veneto;
questo attestato è valido solo ed esclusivamente per l’esercizio di tale professione nell’ambito
territoriale della Regione del Veneto.

Un servizio già aperto in casa può essere considerato Nido in famiglia e ricevere l’assegnazione
del contributo?
No, almeno che la persona interessata partecipi al percorso di qualificazione e sia in possesso di
abitazione idonea.


Vivere Legnaro e': soluzioni innovative, intelligenti e di qualità.
Saluti Davide Bianchini

venerdì 1 maggio 2009

Primo maggio



Un augurio di buon primo maggio a tutti i lavoratori e lavoratrici. Auguri specialmente a tutti quelli, ma soprattutto quelle, che si fanno il mazzo tutti i giorni, ma siccome nessuno dà loro uno stipendio allora per molti non sono lavoratori/ trici. Mi riferisco principalmente alle donne, comunque mamme e casalinghe anche quando hanno un lavoro retribuito, ai volontari di qualsiasi associazione, a chiunque gratuitamente aiuta il prossimo o più semplicemente tiene vivi i rapporti familiari.
Un augurio a chi il lavoro l'ha perso o a chi lo sta cercando. Un augurio ai cassaintegrati.
Saluti Davide