martedì 30 novembre 2010

Monicelli



Nato a Viareggio il 16 maggio 1915, Mario Monicelli, regista e sceneggiatore, e’ stato uno dei principali esponenti della commedia all’italiana insieme a Dino Risi e Luigi Comencini. Muove i suoi primi passi nel mondo del cinema assieme a Alberto Mondadori, con cui dirige nel 1934 il cortometraggio ‘Cuore rivelatore’, a cui fa seguito, sempre nello stesso anno, un mediometraggio muto, I ragazzi della via Paal, presentato e premiato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Sotto lo pseudonimo di Michele Badiek, Monicelli dirige nel 1937 il suo primo lungometraggio, insieme ad alcuni amici, ‘Pioggia d’estate’, con l’attore Ermete Zacconi ripreso nella sua villa di Viareggio.Il suo esordio ufficiale in regia avviene in coppia con Steno, con una serie di film che i due registi realizzano su misura per Toto’, tra i quali spicca il celebre ‘Guardie e ladri’ (1951). Monicelli ha firmato alcuni capolavori del dopoguerra, collaborando con tutti i piu’ importanti attori italiani, da Alberto Sordi, Toto’, Aldo Fabrizi, Vittorio De Sica, Sophia Loren, Amedeo Nazzari, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Adolfo Celi, a Walter Chiari, Elsa Martinelli, Anna Magnani, Nino Manfredi, Paolo Villaggio, Monica Vitti, Enrico Montesano, Gigi Proietti, Gastone Moschin, Giancarlo Giannini, Philippe Noiret, Giuliano Gemma, Stefania Sandrelli, Ornella Muti, Ivo Garrani e Gian Maria Volonte’. ‘I soliti ignoti’, film del 1958, e’ considerato quasi unanimemente il primo vero film del filone della commedia all’italiana. L’anno successivo, Monicelli gira il suo capolavoro, ‘La grande guerra’, Leone d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia del 1959 e sua prima nomination all’Oscar. La seconda nomination all’Oscar arrivera’ nel 1963 con ‘I compagni’. Celebri anche ‘L’armata Brancaleone’ (1966) e ‘Brancaleone alle crociate’, da non dimenticare poi ‘Il Marchese del Grillo’, ‘La ragazza con la pistola’ (terza nomination all’Oscar, film del 1968), ‘Romanzo popolare’ (1974) e i primi due capitoli della trilogia di ‘Amici miei’ (1975, 1982), ‘Un borghese piccolo piccolo’ (1977), ‘Speriamo che sia femmina’ (1986) e ‘Parenti serpenti’ (1992).

Saluti Davide

mercoledì 24 novembre 2010

Chioggia, un posto buono anche per una centrale nucleare

Chioggia. In caso d’incidente nucleare
20 settembre 2010 di tantopersapere

Rome, Italia — Quest’analisi è una valutazione di cosa succederebbe se si verificasse un incidente a una centrale nucleare posizionata a Chioggia. Lo studio è stato condotto dall’Istituto di Meteorologia e dall’Ecoistituto di Vienna per conto di Greenpeace Austria.


Il fallout di una esplosione nucleare è il processo di deposizione al suolo della radioattività emessa a causa dell’incidente fino al limite della troposfera, 12 chilometri di quota, che viene trasportato dal vento (o dalla pioggia) e ricade sotto forma di cenere e pulviscolo.

Il rilascio di radioattività (Cesio-137) dovuto al peggior incidente è stato quantificato in base al report di sicurezza per l’EPR presentato da AREVA alle autorità degli USA. Tra le 12 categorie di rilascio in caso di incidente grave (“large release frequency”/LRF) individuate da AREVA, è stata scelta quella di maggior probabilità descritta come “cedimento del sistema di contenimento” (causa perdita fluido di raffreddamento) e di non-funzionamento del Containment-spray (un sistema di sicurezza che eroga automaticamente uno spray ghiacciato nel doppio contenimento per abbassare la pressione in caso di incidente).

Il nostro rapporto tecnico sul fallout di un ipotetico incidente a un Epr localizzato a Chioggia è stato effettuato a partire da condizioni meteo effettivamente accadute nel corso del 1995, che può essere considerato per quell’area un “anno tipico”.


Nel caso riportato in figura 1, con le condizioni meteo del 3 marzo 1995, la ricaduta di Cesio-137 coinvolge prevalentemente il nordest dell’Italia con propaggini fino a Milano e Torino. Forti anche le ricadute oltre le Alpi.




In figura 2, con le condizioni meteo registrate il 17 dicembre 1995, la ricaduta viene spinta verso est in direzione della pianura padana, coinvolgendo Milano e verso sud coinvolgendo più marcatamente Bologna e Firenze, con ricadute significative anche nel centro Italia.




Nei casi riportati nelle figure 3 e 4 si ha un coinvolgimento significativo (oltre che del versante italiano) anche di Austria, Slovenia e Ungheria (fig. 3) e Austria e Germania, con effetti fino in Svezia e nelle eepubbliche baltiche (fig.4).









Preso da Greenpeace Italia.

Il buio



Sono le 6e57 di mattina e molti lampioni sono già spenti! Bisogna un po' abituarsi, fino all'altro giorno funzionavano tutti e devo ammettere che non la stessa cosa. Ma il pensiero dei soldi risparmiati dalla comunità legnarese mi mette il buon umore. Non sono cifre imponenti, ma anche 10 euro moltiplicati per molti anni fanno un gruzzoletto apprezzabile. In oltre, sapere che sono soldi di tutti, derivanti dal lavoro e dalla fatica quotidiana li fa valere doppio.
Ringrazio l'amministrazione per questo bel gesto di impegno. Ora, con il tempo si potrebbe stilare un piano luci per aggiornare la rete e pianificare l'accensione e lo spegnimento solamente dove necessario.
Prima dell'acquisto di ogni pannello fotovoltaico c'è un Kw che si può risparmiare gratis usando il buon senso.




Le immagini ritraggono lo stesso tratto di strada, ma da due punti di ripresa differenti. Si noterà senz'altro la differente illuminazione, ma anche la discreta visibilità che alle 6e57 è già presente nonostante i lampioni spenti.

Saluti Davide