giovedì 10 novembre 2011

Lo sapevate?

Anche Legnaro fra i comuni indicati nell'articolo qui sotto riportato dal Mattino di Padova.

Auto, da oggi c’è il blocco
07 novembre 2011 — pagina 09 sezione: Nazionale


Ci siamo. Scatta da oggi il blocco ecologico: 70.000 auto ferme. Devono restare in garage le auto Euro 0 a benzina e Euro 0, 1 e 2 diesel. Gli orari del divieto sono dalle 8,30 alle 12 e dalle 15,30 alle 18 a Padova e in molti comuni della provincia (Albignasego, Cadoneghe, Legnaro, Limena, Noventa Padovana, Ponte San Nicolò, Rubano, Saccolongo, Selvazzano, Veggiano, Villafranca, Vigonza, Este, Monselice). E’ un provvedimento drastico mirato essenzialmente alla lotta all’inquinamento. La stima è, come detto, che siano più di 70 mila le macchine coinvolte dal provvedimento: la battaglia dell’assessore all’Ambiente di Padova Alessandro Zan per ottenere una misura condivisa, aiutato dall’omologo provinciale Mauro Fecchio, ha avuto buon fine. Per le automobili a benzina sono nel mirino le non catalizzate, immatricolate prima del 1994. Coinvolti nel divieto pure i ciclomotori a 2 tempi immatricolati prima del 2000. Il divieto permane fino al 16 dicembre per riprendere poi, dopo la pausa per il periodo di Natale, dal 9 gennaio al 20 aprile 2012. Dal divieto sono esclusi gli eventuali giorni festivi infrasettimanali. Chi sgarra rischia una multa di 78 euro. Zone franche la zona industriale, l’anello delle tangenziali e altre strade d’accesso o uscita dalla città: il quadro completo lo si può trovare sul sito www.padovanet.it. Via libera alle auto elettriche o alimentate a Gpl o metano, gli autobus, taxi e tutti i veicoli che fanno trasporto pubblico. Oltre ai portatori di handicap e alle auto di soccorso. Oggi inoltre, per lo sciopero dei Cobas, bus e tram sono a rischio soppressione.


Vi lascio con il link dell'ordinanza dove sono riportate anche le numerose eccezioni.


Saluti Davide

giovedì 3 novembre 2011

Esserci




Fra due anni ci saranno le elezioni amministrative qui a Legnaro. Forse è presto per parlarne, ma vorrei fare un appello.
30/40 persone in tutto fanno la politichina legnarese. Alcune di queste si incontrano più o meno regolarmente durante l'anno per decidere chi sia il capo, chi il vice, chi il rappresentante all'assemblea regionale e così via senza quasi mai affrontare problemi concreti.
A questa gente, 10 giorni prima della presentazione delle liste, si aggiungeranno una serie di sedicenti politici, autoreferenziali e prepotenti. Vanteranno astronomiche capacità elettorali per poi magari totalizzare solamente una manciatina di preferenze utile a smascherare solamente le loro balle e la loro spocchiosità. Le liste cercheranno di accapparrarsi questo o quel presidente di associazione, poi ci sarà qualcuno che conta che infilerà qualche amico per fargli un piacere.
Insomma occuperanno tutti gli spazi con criteri che nulla hanno a che fare con competenza, disinteresse e spirito di servizio.
A Legnaro, più che altrove, abbiamo bisogno di brave persone che si prendano cura di questo paese in maniera disinteressata e intelletualmente onesta. Persone di destra di centro e di sinistra che riconquistino posti oggi occupati da cialtroni (politicamente parlando), da affaristi, da mentalità con le gambe corte e chi più ne ha più ne metta.
Oggi voglio esortarvi a farvi avanti con coraggio, reclamando il vostro diritto a partecipare. So che l'impegno in associazione o in parrocchia vi rende più felici e vi crea molti meno problemi, conosco perfettamente la cronica carenza di tempo e gli impegni lavorativi e famigliari. Ma non c'è altro modo.

Saluti Davide

martedì 1 novembre 2011

Villa Spigon

Ricevo e pubblico:

VILLA FOSSA-RAMPIN SPIGON –
QUANDO VENNE SALVATA DALL’ABBATTIMENTO

Una località, un paese si arricchiscono di cultura e di prestigio se nel loro territorio si trovano edifici storici, per esempio ville venete.

Paolo Zatta uno studioso del territorio della Saccisica ha redatto l’elenco delle ville vincolate nel piovese.

Per Legnaro appaiono Villa Morassutti, Villa Folco, Villa Fossa-Rampin Spigon, quest’ultima, ora adibita a ristorante-albergo.
Se aggiungiamo la maestosa Corte Benedettina, Legnaro non sfigura per insediamenti storici.

Villa Fossa-Rampin Spigon costruita nel ‘700, sotto la Repubblica di San Marco, sorge in centro paese, la sua ornamentale facciata fa da quinta alla piazza antistante; di proprietario in proprietario, negli anni del 1950 venne acquistata dalla Parrocchia di Legnaro che vi insediò la Scuola Materna.

Nei primissimi anni del 1980, la Parrocchia presenta in Comune di Legnaro un progetto per l’abbattimento dello stabile per edificarvi appartamenti e un bar. Il progetto era correlato di un bozzetto-plastico.
Sindaco del Comune di Legnaro, in quel periodo, era il sottoscritto.
Strano ma vero, la Villa non compariva nell’elenco degli edifici da salvare.
Ricevuto il progetto, incaricai il vigile urbano, vigile unico nel Comune, di fotografare lo stabile.
Inviai le foto e il progetto della Parrocchia al Provveditorato delle belle arti di Venezia, come previsto dalla legge del 1939 - n. 1039 tutt’ora in vigore. Il progetto non venne approvato, giustamente, e la villa venne iscritta nell’elenco degli edifici vincolati, con il nome del primo proprietario, ”Villa Fossa”
Da Sindaco respinsi il progetto al mittente. Normale amministrazione: prevaleva un interesse pubblico sul privato. Convinto che la cosa finisse lì, come tante altre pratiche amministrative.
La Domenica successiva, il 16 gennaio 1983, mi recai alla Messa delle ore 11,00.
Durante l’omelia il celebrante incitò i fedeli e li invitò a prendersela con il Sindaco che biasimava in modo veemente perché non aveva concesso l’abbattimento dello stabile (al tempo chiamato palazzo Spigon), aggiungendo che Parroco e Parrocchia erano rattristati e dispiaciuti. La filippica occupò tutta la predica. Una cosa incredibile, un fatto del genere non era mai accaduto.

Perché ne parlo ora, presto detto. In uno degli ultimi Consigli Comunale della passata Amministrazione il problema, non so come, emerse durante una discussione di Consiglio; quale consigliere, mi rivolsi ad altro consigliere A.Z. che al tempo frequentava il locale Movimento dei Verdi, allora come ora, difensori del territorio, e chiesi perché non avessero alzato un dito in difesa, non dico del Sindaco, ma di villa Rampin Spigon.
Mi fu risposto, è registrato, che non volevano passare per anticlericali.
Un dito non lo alzarono, a differenza di tanti altri comuni cittadini, nemmeno coloro che da sempre si consideravano e si considerano difensori locali delle belle arti.
A me resta l’orgoglio di aver salvato un patrimonio storico che arricchisce e dà prestigio al nostro paese.

Legnaro, 26/10/2011 Giovanni Negrato