Rilancio un'idea che ho scritto ieri sulla pagina Facebook del nostro comune di Legnaro.
mercoledì 30 maggio 2012
sabato 26 maggio 2012
Rilancio l'articolo del Gazzettino.it:
Veneto Agricoltura addio. Dopo quindici anni di vita, il braccio operativo della Regione nel settore primario viene chiuso: l’azienda amministrata da Paolo Pizzolato e diretta da Giorgio Bonet sarà soppressa e messa in liquidazione, le società e i rami d’azienda ceduti, il patrimonio venduto. Solo i posti di lavoro saranno salvaguardati.
Al suo posto ci sarà una nuova struttura: più snella, meno costosa, volta all’innovazione e alla ricerca in agricoltura. Con un occhio di riguardo ai giovani. Si chiamerà "Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario" e a Palazzo Balbi costerà la metà esatta di Veneto Agricoltura: 7 milioni contro gli attuali 14 milioni (di cui oltre 11 solo per pagare il personale). Anche perché la nuova agenzia avrà un solo "capo": un presidente e basta.
È la riforma presentata dall’assessore regionale Franco Manzato prima in giunta e poi al "tavolo verde" delle associazioni di categoria, su cui, trattandosi di un disegno di legge, dovrà pronunciarsi il consiglio regionale.«Due anni fa - dice Manzato - appena insediata la giunta, presentai una serie di obiettivi: semplificazione amministrativa, strumenti finanziari, riforma degli ispettorati agrari, tutta la partita di Avepa, l’informazione. Con la chiusura di Veneto Agricoltura e la nascita dell’Agenzia - che sarà soprattutto per i giovani, eliminerà i doppioni, taglierà la burocrazia - il processo riformatore si completa».
Il riordino di Veneto Agricoltura è stato fissato nella Finanziaria 2012: Manzato aveva 60 giorni per presentare un disegno di legge e non li ha neanche impiegati tutti. L’altra mattina, in giunta, il testo è passato in "prima lettura". Adesso sarà adottato e poi andrà al Ferro Fini per l’esame in commissione e quindi il voto in aula. La riforma è articolata in due parti: la soppressione di Veneto Agricoltura e l’istituzione dell’Agenzia che dovrà operare "nei settori della ricerca applicata e della sperimentazione finalizzate al collaudo e alla diffusione in ambito regionale delle innovazioni tecnologiche e organizzative volte a migliorare la competitività delle imprese e la sostenibilità ambientale nei comparti agricolo, agroalimentare e forestale, considerati strategici nella politica agricola comunitaria 2020".
Una volta approvata la legge, sarà nominato un commissario liquidatore che "chiuderà" Veneto Agricoltura. La maggior parte del personale (si parla di almeno una cinquantina di addetti) passerà alle dipendenze della Regione stessa - e Manzato, già la prossima settimana, ha in calendario un incontro con i sindacati per spiegare che «i posti di lavoro saranno salvaguardati».
La vendita delle società e dei rami d’azienda comporterà in prospettiva un risparmio di spesa corrente di 3 milioni di euro all’anno. Sul capitolo degli investimenti, invece, la "cessione" della galassia che ruota attorno a Veneto Agricoltura dovrebbe comportare un gettito sui 20 milioni di euro.
Stiamo parlando di Intermizoo spa, Csqa Certificazioni, Bioagro srl (e non è detto che il processo di liquidazione avvenga facilmente. Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti, avverte: «Csqa è una nostra eccellenza, sarebbe un peccato darlo a una multinazionale»). Poi ci sono tutte le proprietà di Veneto Agricoltura, un patrimonio di circa 270 beni «da valorizzare». Gli immobili non più funzionali saranno venduti. Risultato: dal 2012, stando alla riforma di Manzato, la Regione non sborserà più 14 milioni per far funzionare Veneto Agricoltura. Al suo posto ci sarà l’Agenzia. E costerà, per il funzionamento, 7 milioni. La metà.
Veneto Agricoltura addio. Dopo quindici anni di vita, il braccio operativo della Regione nel settore primario viene chiuso: l’azienda amministrata da Paolo Pizzolato e diretta da Giorgio Bonet sarà soppressa e messa in liquidazione, le società e i rami d’azienda ceduti, il patrimonio venduto. Solo i posti di lavoro saranno salvaguardati.
Al suo posto ci sarà una nuova struttura: più snella, meno costosa, volta all’innovazione e alla ricerca in agricoltura. Con un occhio di riguardo ai giovani. Si chiamerà "Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario" e a Palazzo Balbi costerà la metà esatta di Veneto Agricoltura: 7 milioni contro gli attuali 14 milioni (di cui oltre 11 solo per pagare il personale). Anche perché la nuova agenzia avrà un solo "capo": un presidente e basta.
È la riforma presentata dall’assessore regionale Franco Manzato prima in giunta e poi al "tavolo verde" delle associazioni di categoria, su cui, trattandosi di un disegno di legge, dovrà pronunciarsi il consiglio regionale.«Due anni fa - dice Manzato - appena insediata la giunta, presentai una serie di obiettivi: semplificazione amministrativa, strumenti finanziari, riforma degli ispettorati agrari, tutta la partita di Avepa, l’informazione. Con la chiusura di Veneto Agricoltura e la nascita dell’Agenzia - che sarà soprattutto per i giovani, eliminerà i doppioni, taglierà la burocrazia - il processo riformatore si completa».
Il riordino di Veneto Agricoltura è stato fissato nella Finanziaria 2012: Manzato aveva 60 giorni per presentare un disegno di legge e non li ha neanche impiegati tutti. L’altra mattina, in giunta, il testo è passato in "prima lettura". Adesso sarà adottato e poi andrà al Ferro Fini per l’esame in commissione e quindi il voto in aula. La riforma è articolata in due parti: la soppressione di Veneto Agricoltura e l’istituzione dell’Agenzia che dovrà operare "nei settori della ricerca applicata e della sperimentazione finalizzate al collaudo e alla diffusione in ambito regionale delle innovazioni tecnologiche e organizzative volte a migliorare la competitività delle imprese e la sostenibilità ambientale nei comparti agricolo, agroalimentare e forestale, considerati strategici nella politica agricola comunitaria 2020".
Una volta approvata la legge, sarà nominato un commissario liquidatore che "chiuderà" Veneto Agricoltura. La maggior parte del personale (si parla di almeno una cinquantina di addetti) passerà alle dipendenze della Regione stessa - e Manzato, già la prossima settimana, ha in calendario un incontro con i sindacati per spiegare che «i posti di lavoro saranno salvaguardati».
La vendita delle società e dei rami d’azienda comporterà in prospettiva un risparmio di spesa corrente di 3 milioni di euro all’anno. Sul capitolo degli investimenti, invece, la "cessione" della galassia che ruota attorno a Veneto Agricoltura dovrebbe comportare un gettito sui 20 milioni di euro.
Stiamo parlando di Intermizoo spa, Csqa Certificazioni, Bioagro srl (e non è detto che il processo di liquidazione avvenga facilmente. Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti, avverte: «Csqa è una nostra eccellenza, sarebbe un peccato darlo a una multinazionale»). Poi ci sono tutte le proprietà di Veneto Agricoltura, un patrimonio di circa 270 beni «da valorizzare». Gli immobili non più funzionali saranno venduti. Risultato: dal 2012, stando alla riforma di Manzato, la Regione non sborserà più 14 milioni per far funzionare Veneto Agricoltura. Al suo posto ci sarà l’Agenzia. E costerà, per il funzionamento, 7 milioni. La metà.
mercoledì 23 maggio 2012
Le pulci all'editoriale del sindaco
Ricevo e pubblico:
Il sindaco invita a controllare su Internet i numeri di giorni in cui il governo Berlusconi, suo referente politico, ha governato.
Sono andato a controllare, ovviamente, e ho trovato qualche pulce.
1 governo Berlusconi (10.05.1994 -17.1.1995) durata 226 giorni
1 governo Dini (17.01.1995 – 17.05.1996) durata 486
1 governo Prodi (17.05.1996 -21.10.1998) durata 876
1 governo D’Alema (21.10.1998 – 22.12.1999) durata 423
2 governo D’Alema (22.12.1999-25.04.2000) durata 119
2 governo Amato (25.04.2000-11.06.2001) durata 398
2 governo Berlusconi (11.06.2001-23.04.2005) durata 1414
3 governo Berlusconi (23.04.2005-16.05.2006) durata 372
2 governo Prodi (16.05.2006-08.05.2008) durata 504
4 governo Berlusconi (8.5.2008-16.11.2011) durata 1287
Totale giorni Berlusconi: 3299 pari a anni 9.04
Il Sindaco afferma "Negli ultimi 20 anni Berlusconi ha governato esattamente 9 anni (andate pure a controllare su Internet)"
Il conto è esatto, sono poco più di nove anni, ma il ventennio è sbagliato perché Mister B. si è presentato agli elettori molto dopo l'inizio dell'ultimo ventennio.
Berlusconi è entrato in politica con il suo primo governo e cioè nel 10.05.1994 e governa l'Italia anche in questi giorni perché il suo è il partito di maggior peso nella coalizione del governo Monti. Se ci fermiamo al 16.11.2011, data di fine del 4° governo Berlusconi, abbiamo 17 anni e mezzo di cui nove governati da lui.
Ciao, Sandro.
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