domenica 29 aprile 2012
Caro Davide
Ricevo e pubblico:
Caro davide mi chiamo stivanello fabio e vivo a legnaro in via ardoneghe e non mi firmo come tanti "anonimo"perche' nessuno dell'opposizione a parlato o meglio tutti hanno taciuto quando l'assessore all'ambiente ha scritto su legnaro notizie che inevitabilmente la campagna legnarese dovra' per forza in futuro lasciare il posto all'urbanizzazione?
Rilancio la domanda sperando che qualcuno risponda. Per quel che mi riguarda credo che se certe affermazioni non vengono prontamente ribattute e sottolineate è perchè ne sparano sempre tante e non c'è più bisogno di prove per dimostrare la volontà edificatoria/speculativa. Soltanto la crisi sta tenendo a freno le betoniere, ma a volte nemmeno questa basta. Il risparmio del territorio e la valorizzazione dell'esistente dovrebbe essere il faro di ogni amministrazione. Certamente una volta vendute le case sfitte, una volta ristrutturato quelle vecchie bisogna anche fare spazio a nuove costruzioni: ma oggi è vero esattamente l'opposto fino all'assurdo di costruire e lasciare invenduti gli alloggi per anni. In consiglio comunale e fuori con il blog faccio quello che posso tenuto conto che devo anche portare avanti famiglia, studio e lavoro: piacerebbe anche a me conoscere un'opposizione un po' più appasionata e accanita.
Una nota: per questioni tecniche (spam) ho interdetto i commenti ai post più vecchi, invito te Fabio e tutti gli altri lettori a inviare i loro pensieri anche tramite mail ( nella colonna a destra del blog).
Saluti Davide
sabato 28 aprile 2012
Consiglio comunale del 27 aprile 2012
Cosa dire per riassumere un consiglio comunale durato 4 ore! Ne sono state dette di cose. Senza voler andare in ordine di importanza (tutto è importante) vi racconto subito dell'approvazione del regolamento della sagra di settembre. Dopo un duro e lungo lavoro, dopo bozze e rettifiche ecco il regolamento che interviene per affrontare e ordinare il coacervo di competenze, diritti e doveri che ogni anno emergono dalla realizzazione della secolare festa paesana. Un buon regolamento, finalmente frutto di un lavoro di collaborazione fra l'amministrazione, solitamente poco incline a collaborare, e le varie anime della festa ( proloco, associazioni sportive, parrocchia....). Quando però la collaborazione cede il passo ai desideri di pochi ecco che nel regolamento spuntano alcune postille, articoli e commi che ben poco hanno a che fare con i problemi e le relative soluzioni. In sostanza si tratta della volontà di alcuni amministratori di voler imbrigliare all'interno di ristretti spazi i vari baracconi così da poter garantire lo spazio solamente agli amici escludendo tutti gli altri. Al di la della valutazione etica, ho invitato i presenti a pensare che restringendo la sagra, escludendo associazioni, venendo a mancare completamente la volontà di cercare soluzioni e spazio, alla lunga questo atteggiamento porterà al declino della sagra stessa e al venir meno degli introiti anche e soprattutto degli amici.
La sagra subisce ogni anno la concorrenza di sempre più manifestazioni analoghe per non parlare della crisi economica, rilanciarla aumentando l'offerta di intrattenimento, quella culturale e gastronomica è la via più sensata per salvaguardare gli interessi di tutti. Questo nuovo regolamento va nella direzione opposta: meno offerta, meno gente, meno soldi. Chi ci guadagna?
Il punto probabilmente più interessante però è stato l'approvazione del bilancio di previsione: quel documento con cui di pianificano le future spese e entrate. Per legge e per volontà politica sono state salvaguardate solamente le opere pubbliche a scapito del sociale. Le opere pubbliche che il sindaco non riesce nemmeno a pagare perchè nonostante gli impegni di provincia (PDL) e regione (PDL) i soldi non vengono versati in conto. Una situazione di stallo che dimostra l'incapacità di trovare soluzioni anche sul piano contabile. Un'incapacità che ha portato il nostro sindaco ad abbandonare le armi e dover ammettere di non essere più in grado di difendere gli interessi dei legnaresi: oltre alla famigerata IMU il comune di Legnaro aumenterà l'addizionale IREPF andando a prelevare dalle tasche dei cittadini più di un milione di euro in totale. Soldi che non vedremo ne nel sociale (meno 110.000), ma nemmeno in nuove opere per i motivi di cui sopra.
Quando il sindaco tenta di giustificare questi aumenti si dimentica di essere stato eletto con i voti del centrodestra, lo stesso centrodestra che negli ultimi 12 anni ha governato il paese con la più ampia maggioranza dal dopoguerra.
Nessuna responsabilità. Improvvisamente il politico eletto diventa esattamente come il tuo vicino di casa: è colpa del governo, dice, delle istituzioni, dei terroni e delle banche. Pare quasi abbia tagliato quel cordone ombelicale che fino a ieri gli ha permesso di ottenere i risultati politi desiderati. Se chi rappresenta le istituzioni politiche comincia a fare finta di non appartenervi allora per la gente non c'è più speranza di cambiamento. Se proprio chi rappresenta i partiti al livello territoriale più vicino alla gente fa finta di disconoscerli allora non potrà mai tentare di cambiarli.In sintesi questo vuol dire che c'è una differenza fra chi fa politica attivamente riconoscendosi in un partito e chi si limita a delegare votando: se questa differenza non serve a cambiare il marcio che ormai è dentro a ogni partito allora si apre la strada a soluzioni alternative e a volte pericolose. RESPONSABILITA' e CAMBIAMENTO IMMEDIATO!
Per concludere una chicca. Lo stato di agitazione dei dipendenti del comune di Legnaro, quello per cui sono state appese per mesi le bandiere dei sindacati davanti al comune, ha trovato la sua ragione d'essere nella gestione, quantomeno disinvolta, di un fondo destinato all'incentivazione del personale. Una piccola somma di denaro che in parte è stata conferita ad un solo dipendente (amico?) provocando lo scontento di tutti gli altri. Un premio serve certamente a riconoscere la bravura di qualcuno, ma serve anche a stimolare tutti gli altri che se si impegneranno potranno sperare di ricevere altrettanto. Premio Tizio perchè è il migliore, ma mi auguro che questo serva da stimolo anche a Caio e Sempronio che magari l'anno prossimo dimostreranno di essere migliori loro. Invece un premio incentivante è stato trasformato in un disincentivo fino a diventare una protesta che non può certamente influire positivamente sul buon andamento dell'amministrazione. Ancora una dimostrazione dell'incapacità di sindaco & co. Nemmeno un premio, un facile strumento di lavoro, in mani loro ha prodotto gli effetti desiderati, o meglio, ha prodotto gli effetti desiderati (per gli amici?) a scapito ancora una volta dell'intera comunità.UN SENTITO GRAZIE!
Saluti Davide
giovedì 26 aprile 2012
Condivido!
Guai confondere Grillo col Movimento 5 stelle
Data: 26/04/2012 16:22:27
Quando Pierluigi Battista, sul Corriere della Sera, parla di “sguaiataggine del grillismo”, è evidente che non si è mai mosso dal suo ufficio. Non sa di cosa parla, quando descrive il Movimento 5 Stelle. Perché se è vero che Beppe Grillo gioca a fare il padre padrone e, allo stesso tempo, il demagogo, l’incarnazione vivente di colui che vorrebbe prendere a picconate il partitismo, diverso è il ruolo che giocano i cosiddetti “grillini”, quelli che sono stati eletti con il Movimento 5 Stelle. E che la politica la fanno tutti i giorni sui banchi dei consigli regionali e comunali.
Per capire cos’è il Movimento 5 Stelle farebbero bene a farsi un giro nelle realtà dove esistono, e dove la politica si mastica giorno dopo giorno. I cosiddetti grillini sono una spina nel fianco ai partiti, giocano il ruolo che spesso dovrebbe essere demandato ai giornalisti: fanno i cani da guardia al potere, e allo stesso tempo, riescono a mettere sul tavolo proposte concrete di governo.
A Bologna, in consiglio regionale, ci sono due signori, ragazzi, sarebbe meglio definirli, come Giovanni Favia e Andrea Defranceschi, che fanno politica. Eccome se la fanno. Avete presente l’irruenza di Grillo, la sguaiataggine di cui parla Battista? Bene: loro – ma come altre decine di esponenti del movimento – sono esattamente il contrario. Prudenti, riflessivi, preparati. Se oggi sappiamo che dove si sta costruendo la Variante di Valico, il raddoppio della Bologna-Firenze, la grande opera berlusconiana che avrebbe dovuto rilanciare il governo se non ci fossero state Ruby e Angela Merkel, c’è un paese che frana lo si deve anche a Defranceschi. Ha vissuto con quella gente della val di Sambro per mesi, accanto alle loro poche case, e si è sbattuto avanti e indietro perché Autostrade – ancora senza riuscirci – cambiasse i piani. Quel tratto di autostrada è costruito su una frana, la frana si muove e rischia di portarsi via paesi e case, oltre a mettere a rischio i viadotti dell’A1 che si spostano. Questa non è politica?
Non è politica andare in consiglio regionale e proporre l’abbattimento dei costi? Non è politica chiedere alla Regione un impegno perché la Maserati non venga smantellata? Ci spieghi, altrimenti, cosa si intenda per “fare politica”. Se è quella che si alternano a fare il Pd e il Pdl, no grazie.
Il governo è stato in piedi per anni grazie al sistema dell’antipolitica vera, quella incarnata da Bossi. Come mai i Battista hanno taciuto? Pontida è il luogo dove la politica è andata a morire, non è morta altrove, è morta lì, tra quelle genti mascherati da vichinghi e nelle stanze al piano interrato di Arcore.
Se poi Beppe Grillo alza i toni è un altro discorso. La mia non è una difesa di Grillo, che personalmente – per quanto possa interessare il lettore – non mi è per niente simpatico. Anzi. Non mi è simpatico il comico, lo showman, tantomeno il politico. Non mi piacciono i modi da despota che talvolta usa, il marchio del Movimento che si tiene ben stretto, le sue idee sull’euro. Ma a prescindere dalla sua persona, attorno a lui si è creato un Movimento, appunto, fatto di gente perbene e che sogna una politica perbene, trasparente, senza ruberie. E che difficilmente si dissolverà nel niente.
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/guai-confondere-grillo-movimento-stelle/209120/
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