Ricevo e pubblico:
La sera del 19 ottobre ho partecipato all’incontro “Scuola: contributi per le famiglie” organizzato in sala consigliare, presieduto dal sindaco Oregio Catelan, dall’assessore all’istruzione Parpagiola e dal dott. Ragazzo, responsabile dei servizi sociali.
Nella prima parte della serata, il dott. Ragazzo ha spiegato le modalità di compilazione delle varie domande di rimborso regionali, poi ha informato i cittadini sulle borse di studio elargite dal comune grazie al Fondo Pisa - Zaccaria.
E’ stato a questo punto che una signora del pubblico ha chiesto se fosse stato possibile attingere al Fondo stesso per dare un contributo alle famiglie che usufruiscono del trasporto scolastico, visto che il costo è passato dai circa 280 euro degli anni scorsi, ai ben 450 euro attuali.
Dal pubblico si è levato un mormorio di sorpresa nell’apprendere il considerevole aumento e,
alla richiesta di spiegazioni, l’assessore, lasciato solo dal sindaco che per un altro impegno era andato via poco prima, si è dilungato in analisi e conteggi che non hanno per niente convinto gli astanti.
Un’altra grave questione è stata sollevata da un gruppo di genitori dei bambini che frequentano la scuola primaria di Volparo: mancano alcuni banchi in una classe e gli alunni sono costretti a scrivere inginocchiati o seduti sul pavimento.
Questa notizia è stata pubblicata anche su alcuni quotidiani corredata da eloquenti foto.
I genitori, nei giorni precedenti, si erano rivolti alla dirigente scolastica che aveva indicato l’amministrazione comunale come responsabile di questa situazione, mentre l’assessore indicava nella mancata o comunque ritardata comunicazione da parte della scuola, la responsabilità di questo disagio.
Come si può dedurre da questi fatti, si tratta del solito scaricabarile tra amministrazione e scuola, intanto i bambini ne subiscono le conseguenze.
Io ho fatto notare all’assessore che i plessi scolastici e le attrezzature al loro interno sono di proprietà del comune e che quindi sarebbe auspicabile una visita periodica nelle strutture scolastiche da parte dell’assessore per visionare gli arredi e le attrezzature, come previsto, lui ha eluso l’osservazione.
Altro problema irrisolto: l’impossibilità dell’ingresso anticipato degli alunni alla primaria di Volparo, a causa del fatto che l’ex cuoca, che per anni si era occupata di questo servizio, quest’anno, per motivi personali, non è più disponibile ad assumersi l’incarico.
I genitori che devono essere al lavoro alle 8, si trovano in difficoltà e inoltre si pone lo spinoso problema del parcheggio che a Volparo manca.
Quindi, mentre prima con l’ingresso distribuito in mezzora c’erano meno disagi, ora alla mattina si assiste ad un ingorgo di auto lungo la provinciale davanti alla scuola, con grave pericolo per i bambini che devono attraversare la strada.
Infine ho sollevato il problema delle auto che ancora, dopo ripetute segnalazioni da parte mia all’amministrazione, transitano in Viale dello Sport davanti alle scuole di Legnaro durante l’orario di uscita degli alunni, orario in cui il traffico è vietato.
Questo, a mio avviso, causa un rischio grave per i bambini ma nessun provvedimento è stato ancora preso.
Insomma nelle scuole di Legnaro e Volparo i problemi irrisolti sono molti e l’impressione è che all’amministrazione attuale le questioni della scuola interessino poco o nulla.
Io mi sono offerta di organizzare, tramite il Consiglio d’Istituto, un incontro chiarificatore con la preside, i genitori degli alunni e i rappresentanti dell’amministrazione comunale dove siano date finalmente risposte concrete ai problemi della scuola.
Verrà comunicata al più presto la data dell’incontro.
Zilio Sabrina (Vivere Legnaro Cittadini Attivi)
domenica 31 ottobre 2010
giovedì 28 ottobre 2010
La discarica di Ponte San Nicolò
Ieri sera si è tenuta un'assemblea nella sala civica del comune di Ponte San Nicolò. L'argomento rifiuti penso ci coinvolga tutti di prima persona e per questa ed altre ragioni appena ho potuto sono andato li. Questo è il mio resoconto. Non riguarda direttamente Legnaro però....
Sono tante le cose che si potrebbero dire dell'assemblea di ieri sera e infatti spero che a questo mio intervento ne seguano altri appunto per cercare di comprendere quanti più punti di vista possibili.
La prima cosa è la presenza di oltre 200 persone di Ponte e di Casalserugo. Fra questi molti politici: assessori, sindaci, consiglieri sia di opposizione che di governo, sia di oggi che di ieri.
Non uno di questi, nemmeno quelli di destra che fanno capo alla giunta provinciale ( che ha approvato il progetto) e alla giunta regionale ( che avvalla il progetto), che si sia schierato a favore della riapertura della discarica: tutti inesorabilmente contro. Certo dire le cose come stanno, in queste sedi, in mezzo alla gente, non paga in termini elettorali. Ma l'unica cosa possibile e onesta da dire ieri sera (e che tutti dicono fuori dalle assemblee pubbliche), è che la discarica verrà riaperta magari a colpi di manganello come in Campania, ma verrà sicuramente riaperta.
Questo accadrà per un sacco di ragioni legali, ufficiali, economiche: la provincia ha approvato, la regione ha deliberato, l'APS Acegas ha studiato.... Ma la vera ragione per cui si riaprirà la discarica è che i rifiuti, che anche i cittadini di Ponte San Nicolò e Casalserugo producono, vanno smaltiti e la politica, a braccetto con l'economia, ha stabilito che la frazione non riciclabile vada bruciata e i residui della combustione vengano stoccati anche a Ponte San Nicolò. Per quale motivo andare a deturpare un'altra area vergine, quando quella in oggetto è già stata rovinata irrimediabilmente per sempre?
Ieri però tutti contro e nessuno disposto a fare i conti. Nonostante tutti sappiano che dopo le proteste, dopo i manganelli (al limite anche quelli), dopo la rabbia, arriveranno i camion e scaricheranno i loro contenuti pericolosi o meno che siano. Allora perchè la politica non è in grado di affrontare il problema per quello che è? Perchè i politici non dicono che sono favorevoli alla riapertura, ma si ostinano in prese di posizioni false ed elettorali?
La destra della Lega e del Pdl approva i progetti, ma la sinistra oggi azionista di APS approva e costruisce il nuovo inceneritore che per funzionare e rendere deve bruciare sempre più rifiuti. E quando si attiverà la politica della diminuzione dei rifiuti a monte e non solo quella della differenziazione e dello smaltimento? Mai perchè altrimenti cosa bruciamo dentro al nuovo "termovalorizzatore"? Cosa ce ne facciamo di un bel "termovalorizzatore nuovo in disuso"?
Allora, saltando alle inevitabili conclusioni, non rimane che cambiare la classe politica e nel frattempo ingoiare il rospo della riapertura. Ma accettando tutto ciò, accantonando la rabbia per essere stati presi per il sedere per 32 anni, ci sarebbe anche lo spazio per ragionare sui pro e i contro, per fare proposte serie, intavolare una trattativa, oltre che posizionare i cittadini esasperati dietro la barricate. Ma la politica vuole far risparmiare l'economia perciò si allega alla protesta, la guida, la cavalca salvo poi dire che non si poteva fare di più, o di trovare qualche capro espiatorio.
Un esempio di politica a mio avviso concreta e dalla parte dei cittadini:
1. Aps Ace Gas dice che la discarica rimarrà aperta per 12 anni:bene firmi immediatamente e senza condizioni un impegno pubblico che in caso di prolungamento del periodo previsto APS ( o la società che ci sarà in quel momento) pagherà ai comuni di Ponte San Nicolò e Casalserugo euro 100.000 per ogni giorno di utilizzo oltre la data prevista. Visto la sicurezza e l'accuratezza degli studi che sono stati presentati ieri sera da ingegneri e dottori non credo ci siano problemi di sorta ad accompagnare questa dichiarazione con una fideiussione.
2. Lo stesso dicasi per la tipologia dei rifiuti. Euro 50.000.000 se verrà trovato anche un solo kg di materiale estraneo alle liste presentate ieri sera. Euro 100.000.000 se per qualunque ragione ( qualunque!!!) si deciderà di trasformare la destinazione della discarica. Visto le ferme intenzioni, la certezza quasi spavalda dei rappresentanti APS non credo ci saranno obiezioni di sorta a sottoscrivere impegni così gravosi. Tanto non può succedere e non succederà mai: vero?
3. Oltre al rifacimento della viabilità cosa spetta ai cittadini dei comuni interessati? Questa è una domanda che nessun politico di professione farà mai davanti all'assemblea perchè significa patteggiare e la parola d'ordine elettorale è resistere o sparire. Ma senza farla, senza minacciare resistenza ad oltranza finalizzata a una trattativa, Aps non pagherà mai nulla per il favore: o sono dei benefattori?
4. A fronte di ogni quintale di rifiuti conferito, quanti euro verranno destinati per incentivare fornitori e aziende a produrre meno rifiuti, a rivedere le produzioni e le distribuzioni in chiave di risparmio di materiale?
Il centro del discorso però lo ha rilevato una intelligente signora che ha fatto notare che APS non è l'interlocutore per questo genere di cose, in quanto società pensa e agisce pensando ai suoi interessi, chi dovrebbe spiegare i perchè della riapertura sono i politici di provincia e regione che hanno già approvato, finanziano, studiano....Ma ieri nemmeno l'ombra, non conviene elettoralmente, chi ha il coraggio di dire la verità ai suoi elettori?
La politica dei partiti ha fallito, è morta: Pdl,Lega, PD.... tutti morti sepolti dentro a casse d'oro in cimiteri di potere, distanti dalla vita delle persone.
Di cosa potranno mai discutere i cittadini condannati con il loro carnefice in cravatta: prego cittadino scelga pure, desidera 100.000 tonnellate di merda o preferisce 75.000 tonnellate di liquami vari, ( con il cucchiaio da sommelier in mano) noi consigliamo una selezione di schifezze particolarmente adatta alla situazione, roba frasca sa, roba di campo....assaggi dai nostri vasetti.
Saluti Davide
Sono tante le cose che si potrebbero dire dell'assemblea di ieri sera e infatti spero che a questo mio intervento ne seguano altri appunto per cercare di comprendere quanti più punti di vista possibili.
La prima cosa è la presenza di oltre 200 persone di Ponte e di Casalserugo. Fra questi molti politici: assessori, sindaci, consiglieri sia di opposizione che di governo, sia di oggi che di ieri.
Non uno di questi, nemmeno quelli di destra che fanno capo alla giunta provinciale ( che ha approvato il progetto) e alla giunta regionale ( che avvalla il progetto), che si sia schierato a favore della riapertura della discarica: tutti inesorabilmente contro. Certo dire le cose come stanno, in queste sedi, in mezzo alla gente, non paga in termini elettorali. Ma l'unica cosa possibile e onesta da dire ieri sera (e che tutti dicono fuori dalle assemblee pubbliche), è che la discarica verrà riaperta magari a colpi di manganello come in Campania, ma verrà sicuramente riaperta.
Questo accadrà per un sacco di ragioni legali, ufficiali, economiche: la provincia ha approvato, la regione ha deliberato, l'APS Acegas ha studiato.... Ma la vera ragione per cui si riaprirà la discarica è che i rifiuti, che anche i cittadini di Ponte San Nicolò e Casalserugo producono, vanno smaltiti e la politica, a braccetto con l'economia, ha stabilito che la frazione non riciclabile vada bruciata e i residui della combustione vengano stoccati anche a Ponte San Nicolò. Per quale motivo andare a deturpare un'altra area vergine, quando quella in oggetto è già stata rovinata irrimediabilmente per sempre?
Ieri però tutti contro e nessuno disposto a fare i conti. Nonostante tutti sappiano che dopo le proteste, dopo i manganelli (al limite anche quelli), dopo la rabbia, arriveranno i camion e scaricheranno i loro contenuti pericolosi o meno che siano. Allora perchè la politica non è in grado di affrontare il problema per quello che è? Perchè i politici non dicono che sono favorevoli alla riapertura, ma si ostinano in prese di posizioni false ed elettorali?
La destra della Lega e del Pdl approva i progetti, ma la sinistra oggi azionista di APS approva e costruisce il nuovo inceneritore che per funzionare e rendere deve bruciare sempre più rifiuti. E quando si attiverà la politica della diminuzione dei rifiuti a monte e non solo quella della differenziazione e dello smaltimento? Mai perchè altrimenti cosa bruciamo dentro al nuovo "termovalorizzatore"? Cosa ce ne facciamo di un bel "termovalorizzatore nuovo in disuso"?
Allora, saltando alle inevitabili conclusioni, non rimane che cambiare la classe politica e nel frattempo ingoiare il rospo della riapertura. Ma accettando tutto ciò, accantonando la rabbia per essere stati presi per il sedere per 32 anni, ci sarebbe anche lo spazio per ragionare sui pro e i contro, per fare proposte serie, intavolare una trattativa, oltre che posizionare i cittadini esasperati dietro la barricate. Ma la politica vuole far risparmiare l'economia perciò si allega alla protesta, la guida, la cavalca salvo poi dire che non si poteva fare di più, o di trovare qualche capro espiatorio.
Un esempio di politica a mio avviso concreta e dalla parte dei cittadini:
1. Aps Ace Gas dice che la discarica rimarrà aperta per 12 anni:bene firmi immediatamente e senza condizioni un impegno pubblico che in caso di prolungamento del periodo previsto APS ( o la società che ci sarà in quel momento) pagherà ai comuni di Ponte San Nicolò e Casalserugo euro 100.000 per ogni giorno di utilizzo oltre la data prevista. Visto la sicurezza e l'accuratezza degli studi che sono stati presentati ieri sera da ingegneri e dottori non credo ci siano problemi di sorta ad accompagnare questa dichiarazione con una fideiussione.
2. Lo stesso dicasi per la tipologia dei rifiuti. Euro 50.000.000 se verrà trovato anche un solo kg di materiale estraneo alle liste presentate ieri sera. Euro 100.000.000 se per qualunque ragione ( qualunque!!!) si deciderà di trasformare la destinazione della discarica. Visto le ferme intenzioni, la certezza quasi spavalda dei rappresentanti APS non credo ci saranno obiezioni di sorta a sottoscrivere impegni così gravosi. Tanto non può succedere e non succederà mai: vero?
3. Oltre al rifacimento della viabilità cosa spetta ai cittadini dei comuni interessati? Questa è una domanda che nessun politico di professione farà mai davanti all'assemblea perchè significa patteggiare e la parola d'ordine elettorale è resistere o sparire. Ma senza farla, senza minacciare resistenza ad oltranza finalizzata a una trattativa, Aps non pagherà mai nulla per il favore: o sono dei benefattori?
4. A fronte di ogni quintale di rifiuti conferito, quanti euro verranno destinati per incentivare fornitori e aziende a produrre meno rifiuti, a rivedere le produzioni e le distribuzioni in chiave di risparmio di materiale?
Il centro del discorso però lo ha rilevato una intelligente signora che ha fatto notare che APS non è l'interlocutore per questo genere di cose, in quanto società pensa e agisce pensando ai suoi interessi, chi dovrebbe spiegare i perchè della riapertura sono i politici di provincia e regione che hanno già approvato, finanziano, studiano....Ma ieri nemmeno l'ombra, non conviene elettoralmente, chi ha il coraggio di dire la verità ai suoi elettori?
La politica dei partiti ha fallito, è morta: Pdl,Lega, PD.... tutti morti sepolti dentro a casse d'oro in cimiteri di potere, distanti dalla vita delle persone.
Di cosa potranno mai discutere i cittadini condannati con il loro carnefice in cravatta: prego cittadino scelga pure, desidera 100.000 tonnellate di merda o preferisce 75.000 tonnellate di liquami vari, ( con il cucchiaio da sommelier in mano) noi consigliamo una selezione di schifezze particolarmente adatta alla situazione, roba frasca sa, roba di campo....assaggi dai nostri vasetti.
Saluti Davide
domenica 24 ottobre 2010
Le tre caravelle
Ricevo e pubblico:
DEE - (la Nina). LALO - (la Pinta). TONI MEMO - (la Santa Maria).
E' una storia che molti di noi della vecchia LEGNARO conoscono, e io la voglio portare a conoscenza dei giovani e di chi vive a Legnaro oggi
Erano gli anni dal 1946 al 1957 ; questo periodo lo vorrei chiamare 2° RINASCIMENTO . Il piazzale della chiesa S. Biagio era circondato da paracarri intervallati da piante di acacia (robinie). Il piazzale era di ghiaia e terra battuta, così come tutte le strade comunali in quel periodo.
Sull'angolo a sud est del piazzale, tra via Orsaretto e via Roma , stavano due grosse pietre una sopra l'altra a forma di T . Queste pietre erano il simbolo di avvenimenti di tre epoche storiche di Legnaro. 1°epoca: guerra 1915/18, 2°epoca: periodo della dittatura fascista 1922/45, 3°epoca: dal 1946 in poi . Io la chiamerei PIETRA DELLA PACE, questi sassi venivano però chiamati PIETRA DEL BANDO.
Mi chiedo che fine abbiano fatto queste pietre.
Durante e dopo 2° RINASCIMENTO le pietre furono punto di riferimento per moltissimi giovani, di varie età, di varie estrazioni sociali. Noi dell'età dai 10 ai 16 anni, non avevamo orientamenti politici; io e tanti altri miei coetanei eravamo ignoranti politicamente , anche perché la mala politica portò distruzione, guerre, sofferenze e morte. Noi quella la conoscevamo purtroppo molto bene.
Cercavamo soltanto amicizie per confrontarsi con dialoghi , anche con opinioni diverse, con altri coetanei, per ricucire un tessuto strappato dalla dittatura e dalla guerra. Tante noccioline, tante carrube e tante straccaganasse abbiamo consumato su quelle pietre, tra amici e amiche. Quelle pietre furono da sfondo a molte storie.. Ora non ci sono più. Capisco, tutto ha un principio, e tutto ha una fine. E anche questa é una piccola,povera,storia dimenticata.
Dall'altra parte a nord est del piazzale , stava ubicato la sala del cinema. Era una sala adibita non solo a proiezioni filmati, ma anche riunioni per comunicazioni di massa ai cittadini legnaresi . Nei giorni festivi, nelle vicinanze del locale cinema, "ormeggiavano tre velieri", così li ho definiti (come le tre caravelle colombiane).
Erano niente altro che, tre carrettini coperti da una tela bianca a forma di vela, prolungati per contenere più frutta possibile. Sempre presenti nei giorni festivi .
DEE, LALO e TONI MEMO conoscevano vita e miracoli di tutto e di tutti coloro che frequentavano la piazza e non solo , conoscevano anche coloro che nella piazza, non c'erano mai . La signora DEE: era donna di costituzione robusta , era abile ed esperta nel il suo mestiere di venditore ambulante ; come si dice "una donna con gli attributi". Era simpatica e sapeva farsi voler bene , generosa, dal cuore grande . Il signor Toni Memo era una persona di statura media, un po' panciuto, come tutti i commercianti di genere alimentari. Lavorava in stretta collaborazione con la sua concorrenza. TONI, era quello che faceva le spese al mercato ortofrutticolo di Padova, sia per la signora DEE, e molte volte anche per LALO . Era l'unico ad essere attrezzato di mezzo da traino con cavallo.
LALO personaggio da non dimenticare ; era basso di statura, ma grande di umiltà e di bontà . Era amico di tutti, nemico di nessuno. Era il più giovane dei venditori ambulanti, arrivava sempre per ultimo con il suo veliero sul campo di battaglia. Però , recuperava subito quello che aveva perduto per il ritardo , era appassionato di calcio. Il Padova era il suo pane.
Tutti i giovani dai 10 ai 20 anni alla domenica circondavano il suo veliero per fare consumazioni e chiaccherare di sport, lui amava molto le belle ragazze. LALO , bontà infinita, é stato il primo ad emigrare in cerca di fortuna. Se ne andò in silenzio. Non ho avuto più notizie. Lo aspettiamo ancora, ma sono certo che non tornerà più. Il piazzale della chiesa e via Roma erano luoghi di raduno di giovani ma anche persone di una certa età .
A questo punto classifico i gruppi come si faceva allora nel 2° rinascimento. Spero di non dare dolore a nessuno ; chiedo scusa per i termini usati.
Gruppo - M. F.... ( Morti de Fame ).
Gruppo - B. B.. ( Basa Banchi ).
Gruppo - Ga. Ga'. P. M..(Pieni de Merda )
Preciso subito che io facevo parte nel gruppo dei M. F.
All'interno ogni gruppo, aveva i suoi intellettuali. Il gruppo che aveva più intellettuali, era gruppo B. B. Erano quasi tutti ragazzi e ragazze molto educati, erano sempre i primi della classe . Il loro linguaggio era perfetto, scandivano le parole con punti e virgole. Insomma erano dei veri e propri intellettuali.
Quando noi del gruppo .(M. F.) si faceva una misera proposta ; valeva sempre la loro, e ci consideravano per quello che eravamo: morti de fame. Erano ragazzi per bene e ci consideravano cittadini di serie C.
Ogni gruppo aveva le sue regole. Nel nostro gruppo avevamo inventato una nostra lingua, un gergo alla rovescia. Nessuno era in grado di tradurre il nostro linguaggio al di fuori dei M.F.. Quello che conosceva piu' vocaboli, era il nostro intellettuale porta voce. Scrivo una frase come esempio: ( Le tinvequensi leapri le es nogior lade cepa ). Traduzione : Il venticinque aprile é il giorno della pace . Dico la verità; non abbiamo fatto molto successo; anzi , proprio niente.
Il gruppo Ga'. Ga'. P. M erano i figli di papa' ; arrivavano all'imbrunire, si mettevano a circolo nei pressi della caravella di Toni Memo , era il banco più guarnito. Al centro del banco la frutta, sopra una cassetta di legno capovolta c'era un contenitore di vetro, con il fondo a specchio. Toni posizionava le paste dolci bene allineate, circa 15 paste, lo specchio e il fondo le moltiplicavano per tre ; il tutto sembrava un plotone di soldatini di piombo che noi M. F. ce le mangiavamo tutte con gli occhi .
Questo gruppo Gà Gà P. M , prima uno, poi l'atro, e poi l'altro ancora, se le mangiavano tutte , per davvero. Noi M. F. con gli occhi sbarrati ingoiavamo le straccaganasse secche tutte intere; ad un certo punto cadeva su di noi una malinconica tristezza , seguita da un profondo sospiro. Ce ne andavamo verso casa e per sfogare la nostra rabbia, ci mettevamo a calciare i sassi di rilievo sulla strada, rompendo pure le "carioche" (le carioche erano quattro striscie di cuoio inchiodate su un pezzo di legno a forma di sandalo che a noi M. F. serviva come calzatura estiva.
Questo era come si trascorrevano i giorni festivi nel periodo del 2° RINASCIMENTO. Anche questa é una storia povera ; ma vissuta.
Non so se questa sia una storia da ricordare: non é stata però
solo mia: é stata la storia di tantissimi miei coetanei concitadini di LEGNARO .
Vito Motti.
DEE - (la Nina). LALO - (la Pinta). TONI MEMO - (la Santa Maria).
E' una storia che molti di noi della vecchia LEGNARO conoscono, e io la voglio portare a conoscenza dei giovani e di chi vive a Legnaro oggi
Erano gli anni dal 1946 al 1957 ; questo periodo lo vorrei chiamare 2° RINASCIMENTO . Il piazzale della chiesa S. Biagio era circondato da paracarri intervallati da piante di acacia (robinie). Il piazzale era di ghiaia e terra battuta, così come tutte le strade comunali in quel periodo.
Sull'angolo a sud est del piazzale, tra via Orsaretto e via Roma , stavano due grosse pietre una sopra l'altra a forma di T . Queste pietre erano il simbolo di avvenimenti di tre epoche storiche di Legnaro. 1°epoca: guerra 1915/18, 2°epoca: periodo della dittatura fascista 1922/45, 3°epoca: dal 1946 in poi . Io la chiamerei PIETRA DELLA PACE, questi sassi venivano però chiamati PIETRA DEL BANDO.
Mi chiedo che fine abbiano fatto queste pietre.
Durante e dopo 2° RINASCIMENTO le pietre furono punto di riferimento per moltissimi giovani, di varie età, di varie estrazioni sociali. Noi dell'età dai 10 ai 16 anni, non avevamo orientamenti politici; io e tanti altri miei coetanei eravamo ignoranti politicamente , anche perché la mala politica portò distruzione, guerre, sofferenze e morte. Noi quella la conoscevamo purtroppo molto bene.
Cercavamo soltanto amicizie per confrontarsi con dialoghi , anche con opinioni diverse, con altri coetanei, per ricucire un tessuto strappato dalla dittatura e dalla guerra. Tante noccioline, tante carrube e tante straccaganasse abbiamo consumato su quelle pietre, tra amici e amiche. Quelle pietre furono da sfondo a molte storie.. Ora non ci sono più. Capisco, tutto ha un principio, e tutto ha una fine. E anche questa é una piccola,povera,storia dimenticata.
Dall'altra parte a nord est del piazzale , stava ubicato la sala del cinema. Era una sala adibita non solo a proiezioni filmati, ma anche riunioni per comunicazioni di massa ai cittadini legnaresi . Nei giorni festivi, nelle vicinanze del locale cinema, "ormeggiavano tre velieri", così li ho definiti (come le tre caravelle colombiane).
Erano niente altro che, tre carrettini coperti da una tela bianca a forma di vela, prolungati per contenere più frutta possibile. Sempre presenti nei giorni festivi .
DEE, LALO e TONI MEMO conoscevano vita e miracoli di tutto e di tutti coloro che frequentavano la piazza e non solo , conoscevano anche coloro che nella piazza, non c'erano mai . La signora DEE: era donna di costituzione robusta , era abile ed esperta nel il suo mestiere di venditore ambulante ; come si dice "una donna con gli attributi". Era simpatica e sapeva farsi voler bene , generosa, dal cuore grande . Il signor Toni Memo era una persona di statura media, un po' panciuto, come tutti i commercianti di genere alimentari. Lavorava in stretta collaborazione con la sua concorrenza. TONI, era quello che faceva le spese al mercato ortofrutticolo di Padova, sia per la signora DEE, e molte volte anche per LALO . Era l'unico ad essere attrezzato di mezzo da traino con cavallo.
LALO personaggio da non dimenticare ; era basso di statura, ma grande di umiltà e di bontà . Era amico di tutti, nemico di nessuno. Era il più giovane dei venditori ambulanti, arrivava sempre per ultimo con il suo veliero sul campo di battaglia. Però , recuperava subito quello che aveva perduto per il ritardo , era appassionato di calcio. Il Padova era il suo pane.
Tutti i giovani dai 10 ai 20 anni alla domenica circondavano il suo veliero per fare consumazioni e chiaccherare di sport, lui amava molto le belle ragazze. LALO , bontà infinita, é stato il primo ad emigrare in cerca di fortuna. Se ne andò in silenzio. Non ho avuto più notizie. Lo aspettiamo ancora, ma sono certo che non tornerà più. Il piazzale della chiesa e via Roma erano luoghi di raduno di giovani ma anche persone di una certa età .
A questo punto classifico i gruppi come si faceva allora nel 2° rinascimento. Spero di non dare dolore a nessuno ; chiedo scusa per i termini usati.
Gruppo - M. F.... ( Morti de Fame ).
Gruppo - B. B.. ( Basa Banchi ).
Gruppo - Ga. Ga'. P. M..(Pieni de Merda )
Preciso subito che io facevo parte nel gruppo dei M. F.
All'interno ogni gruppo, aveva i suoi intellettuali. Il gruppo che aveva più intellettuali, era gruppo B. B. Erano quasi tutti ragazzi e ragazze molto educati, erano sempre i primi della classe . Il loro linguaggio era perfetto, scandivano le parole con punti e virgole. Insomma erano dei veri e propri intellettuali.
Quando noi del gruppo .(M. F.) si faceva una misera proposta ; valeva sempre la loro, e ci consideravano per quello che eravamo: morti de fame. Erano ragazzi per bene e ci consideravano cittadini di serie C.
Ogni gruppo aveva le sue regole. Nel nostro gruppo avevamo inventato una nostra lingua, un gergo alla rovescia. Nessuno era in grado di tradurre il nostro linguaggio al di fuori dei M.F.. Quello che conosceva piu' vocaboli, era il nostro intellettuale porta voce. Scrivo una frase come esempio: ( Le tinvequensi leapri le es nogior lade cepa ). Traduzione : Il venticinque aprile é il giorno della pace . Dico la verità; non abbiamo fatto molto successo; anzi , proprio niente.
Il gruppo Ga'. Ga'. P. M erano i figli di papa' ; arrivavano all'imbrunire, si mettevano a circolo nei pressi della caravella di Toni Memo , era il banco più guarnito. Al centro del banco la frutta, sopra una cassetta di legno capovolta c'era un contenitore di vetro, con il fondo a specchio. Toni posizionava le paste dolci bene allineate, circa 15 paste, lo specchio e il fondo le moltiplicavano per tre ; il tutto sembrava un plotone di soldatini di piombo che noi M. F. ce le mangiavamo tutte con gli occhi .
Questo gruppo Gà Gà P. M , prima uno, poi l'atro, e poi l'altro ancora, se le mangiavano tutte , per davvero. Noi M. F. con gli occhi sbarrati ingoiavamo le straccaganasse secche tutte intere; ad un certo punto cadeva su di noi una malinconica tristezza , seguita da un profondo sospiro. Ce ne andavamo verso casa e per sfogare la nostra rabbia, ci mettevamo a calciare i sassi di rilievo sulla strada, rompendo pure le "carioche" (le carioche erano quattro striscie di cuoio inchiodate su un pezzo di legno a forma di sandalo che a noi M. F. serviva come calzatura estiva.
Questo era come si trascorrevano i giorni festivi nel periodo del 2° RINASCIMENTO. Anche questa é una storia povera ; ma vissuta.
Non so se questa sia una storia da ricordare: non é stata però
solo mia: é stata la storia di tantissimi miei coetanei concitadini di LEGNARO .
Vito Motti.
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